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I luoghi della storia

Il Campanile delle Regole

“… nella villa di Vigo del comune di Preore, sulla via pubblica, nel luogo che è detto: al Concei, sotto e vicino al campanile ivi costruito, dove gli uomini del comune di Preore sono soliti fare le regole, il comune, le concioni e gli ordinamenti della Comunità di Preore, per trattare tutti i loro affari.”

E’ il luogo storico per eccellenza delle Regole di Spinale e Manez, nel quale si svolgevano le assemblee delle pubbliche regole “preceduto il triplice suono della campanella com’è d’uso”.
La convocazione della regola veniva fatta verbalmente, di casa in casa, da parte del console o del saltaro, sulla basa dell’elenco dei fuochi, ovvero degli aventi diritto.

Raffigurazione della Pubblica Regola presso il campanile di Vigo

Le regole di Spinale e Manez si svolgevano in precedenza in luoghi diversi, rispettivamente presso il cimitero di San Faustino e “al Bafal”, sotto Cerana. Successivamente si tennero presso il Campanile di Vigo, non sappiamo con certezza se in seguito alla sua costruzione o se già in precedenza, nel luogo in cui poi sorse la torre, come accadde per altre regole.
Presso il campanile di Vigo si tenevano anche altre pubbliche regole: quella dell’intera Comunità di Preore e la pubblica regola della vicinia di Bolzana-Vigo-Favrio.
La data di costruzione del campanile non è certa, si trova notizia della sua esistenza in un documento del 1553, relativo alla nomina dei sindaci e dei vassalli della Decima di Preore, nomina fatta in assemblea generale della Comunità di Preore tenuta appunto presso il campanile di Vigo.
Il luogo - al Concei… - è nominato anche nell’assemblea del 1495, non si parla però espressamente del campanile, bensì del “suono della campana”.

La torre che rievoca il vecchio campanile delle Regole

Si può quindi supporre che il campanile esistesse già al tempo in cui “suonava la campana”, ma è anche possibile che la pubblica regola venisse convocata nello stesso luogo prima della costruzione della torre campanaria e che fosse comunque in uso la pratica di suonare la campana prima dell’inizio dell’assemblea.
Questa seconda tesi troverebbe conferma analizzando i primi statuti di Spinale e Manez.
Nel 1377 viene redatto il primo statuto di Manez da noi conosciuto, la riunione della pubblica regola si svolge ancora a Bafàl dove si trova un capitello ma non suona nessuna campana: “nel territorio di Preore… nel luogo ove si chiama a Bafale, nella strada comune dove si fa e si conclama la Regola e Consiglio del Monte di Manez…”
Il primo statuto di Spinale è datato 1410, incontriamo per la prima volta il luogo di Vigo ma non c’è nessun riferimento al campanile: “mercoledì 11 giugno 1410 in Vigo di Preore nel luogo ove si tiene la regola del Monte Spinale…”
Nel 1524 viene compilato il secondo statuto di Manez, riscontriamo che la pubblica regola di Manez non si tiene più a Bafàl bensì a Vigo, ma non c’è ancora nessun riferimento alla torre campanaria anzi, l’assemblea si tiene in un’abitazione privata: “Statuto del Monte Manez. 1524… Domenica 11 settembre, Vigo-Preore in casa del Signor Aurelio Guadagnino fu Donato Bertelli da Vigo… convocati e congregati gli uomini aventi parte del Monte Manez… al suono della campana, intervenuti più di due terzi delle persone aventivi parte cioè… concretano lo statuto nuovo.”
Nel 1583 il campanile di Vigo è certamente costruito, lo conferma il sopra citato documento del 1553 e anche il nuovo statuto di Spinale, redatto in quell’anno: “8 maggio 1583… a Vigo di Preore… nel luogo dal concei al campanil. Convocata la pubblica regola di Spinale nel luogo solito…”.

La torre che rievoca il vecchio campanile delle Regole

Il campanile di Vigo è stato purtroppo distrutto, lo si è voluto ricordare nella nuova sede delle Regole inaugurata nel dicembre 2003: la torre dell’ascensore, in evidenza su tutta la struttura esterna, è stata pensata proprio come simbolo dell’antico campanile. La torre è stata rivestita di pietra nera di Ragoli, il famoso marmo che proveniva dalle cave di Bafàl e ritrovato durante la demolizione dei vecchi muri.
La torre è diventata in questo modo il corpo centrale di tutta la costruzione, un “valore aggiunto”, simbolo forte dell’antica istituzione.

Nuova sede della Comunità delle Regole di Spinale e Manez

Bafal

E’ un luogo ancora oggi così chiamato, a metà strada tra le antiche ville di Cerana e Bolzana, oggi frazioni del Comune di Ragoli. Vi sorge un antico capitello il cui tetto fino a non molti anni fa attraversava tutta la sede stradale. Un tempo a Bafàl, presso il capitello si riuniva la pubblica regola di Manez, qui fu redatto infatti il primo statuto di Manez da noi conosciuto, nel 1377.

A differenza di altri luoghi, sembra che Bafàl fosse riservato esclusivamente alle regole di Manez. Successivamente esse si svolsero invece presso il campanile di Vigo, come quelle di Spinale.

A Bafàl si trovava una cava di “marmo nero”, la tipica pietra nera di Ragoli usata per la costruzione della lapide a memoria della Decima di Preore e tuttora conservata all’interno della Chiesa di San Faustino a Preore.
Dalla cava di Bafàl proviene anche la pietra usata per il rivestimento esterno della “torre” della nuova sede delle Regole di Spinale e Manez, ritrovata casualmente durante la demolizione dei vecchi muri.

La chiesa di S. Faustino e la Decima di Preore

Nell’antica Comunità e Università di Preore, che raggruppava tutte le ville parziarie delle varie regole, per molto tempo l’unica chiesa esistente fu quella di San Faustino a Ragoli, al cui esterno si trovava e si trova ancora il cimitero.

La chiesa era il cuore della comunità, il punto di ritrovo delle persone, non solo per gli appuntamenti religiosi ma anche per discutere di altre questioni della vita civile, comprese quelle economiche.
Incontriamo la chiesa di San Faustino già nel primo documento scritto della storia delle Regole di Spinale e Manez: il manoscritto del 1249.

La chiesa di S. Faustino e l’adiacente cimitero

Ricordiamo infatti che il contratto di affitto “di una presa boschiva e prativa, con alberi…” sul monte Spinale al priore Lombardo dell’ospizio di Santa Maria de Campei, fu redatto a Campiglio e ratificato circa un mese più tardi proprio nel cimitero di San Faustino dalla pubblica regola di Spinale, ovvero dall’assemblea dei parziari del monte Spinale, che comprendeva solo alcune ville della Comunità.
Lo stesso atto prevedeva inoltre che l’affitto del pascolo, consistente in “un peso di formaggio buono e bello, stagionato di monte”, dovesse essere pagato annualmente nel giorno della festa di San Michele, alla “carità” di San Faustino.
La festa di San Michele è il 29 settembre, giorno in cui nella Comunità di Preore venivano riscosse le cosiddette decime, da versare al Capitolo di Trento. La nostra Comunità si trovava nel Principato di Trento; il cui principe era lo stesso Vescovo; il Capitolo era il collegio dei canonici, i consiglieri del Vescovo, presieduto dal Decano. Il sostentamento del Capitolo era garantito soprattutto dal pagamento delle cosiddette decime da parte del popolo cristiano: le decime consistevano nella decima parte del raccolto.
Il diritto di decimare i raccolti era considerato un feudo, e così fu per la Decima di Preore; si trattava indubbiamente di un feudo speciale in quanto di solito i feudi erano costituiti da beni immobili. Nel caso di Preore i canonici di Trento decisero di non esercitare direttamente il diritto alla decima bensì di darlo in locazione alla stessa Comunità per un censo annuo di 18 lire. Ciò significa che gli uomini di Preore divennero vassalli dei signori canonici di Trento, riscuotevano dalla loro popolazione le decime, in cambio di un affitto al Capitolo di Trento.
Per un breve periodo tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIII, il feudo della Decima di Preore passò Signori di Stenico per poi ritornare a Preore; l’ultimo documento completo ritrovato è infatti è del 1789, mentre qualche rapido cenno si trova anche in documenti successivi fino al 1844.
I vassalli del feudo della Decima di Preore ricominciarono quindi a giurare fedeltà al Capitolo di Trento. La scelta dei vassalli avveniva periodicamente da parte della Comunità riunita in assemblea presso il campanile di Vigo, ovvero il luogo di riunione della pubblica regola. Dopo la nomina avveniva la cerimonia di investitura dei nuovi vassalli, presso il cimitero di S. Faustino, all’esterno della chiesa. Si hanno documenti certi che a partire dal 1495 la nomina e l’investitura di nuovi vassalli avveniva esattamente ogni 29 anni, l’ultima di cui si ha notizia fu nel 1844, in tono di gran lunga minore rispetto a tutte le altre.
Nel 1377 fu introdotta un’ulteriore novità nella storia della Decima di Preore: la data del pagamento del censo al Capitolo fu cambiata dal 29 settembre (festa di San Michele) al 18 novembre, festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale di San Vigilio di Trento.

L’interno della Chiesa

Nel 1480 il Capitolo di Trento tentò di rivedere a proprio favore il contratto di affitto della Decima di Preore, per questo chiese alla Comunità di Preore di dimostrare l’esistenza del feudo e le relative condizioni con i documenti originali. La controversia durò alcuni anni poiché i documenti non si trovavano, né presso la Comunità né presso l’Archivio Capitolare.
Nel 1496 la questione fu definitivamente risolta a favore della Comunità di Preore con il cosiddetto “Documentone”: in esso vennero confermati l’esistenza del feudo della Decima di Preore e i relativi diritti della Comunità, così come i confini della stessa Decima entro i quali vale il diritto di “decimare”.
Soddisfatti gli uomini di Preore, per evitare che simili controversie potessero verificarsi di nuovo in futuro, una volta tornati da Trento andarono a Bafàl, nei pressi di Cerana, ed estrassero dalla cava un blocco di marmo nero di alcuni quintali, lo trascinarono fino al piazzale della chiesa di San Faustino, chiamarono quindi un bravo “spizoclìn” (tagliapietre) perché ne ricavasse una bella lapide rettangolare. Nel frattempo incaricarono un competente, forse un notaio, di preparare un breve e chiaro riassunto di quanto contenuto nel “Documentone” redatto a Trento; lo fecero quindi scolpire sulla lapide in lingua volgare, in modo che tutti lo potessero comprendere. La lapide fu infine murata all’interno della chiesa di San Faustino perché tutta la comunità potesse vederla sempre, e ancora oggi si trova lì anche se il suo scopo non è più lo stesso al quale è servita per 300 anni!
Oggi, quando si parla di “Decima di Preore” ci si riferisce proprio alla lapide di marmo nero, quale simbolo di secoli di storia della Comunità di Preore e dei suoi uomini, che hanno fatto anche la storia delle Regole di Spinale e Manez.
L’iscrizione sulla lapide recita così:
UNIVERSIS ET SINGULIS NOTUM SIT COME
LA COMMUNITA’ E UNIVERSITA’ DE PRAVOR
SONO TENUTI A TOR LA INVESTITURA
E RENOVATIONE DEL FEUDO DELLE DECIMI
E DE TUTTE LE PERSONE DEL DECIMAR
DAL VENERABILE CAPITOLO
E SIGNORI CANONICI DE TRENTO
IN FINE DE ANNI VINTINOVE,
E SI COMENZO A DI 4 DE ZENERO 1496,
ALITER, NON TOLENDO INVESTITURE
OVERO RENOVATIONE,
CORREREBBONO IN PENA DE MARCHI 100
E CASCAREBBONO DAL SUO FEUDO.
INVESTITURIS PORRO &C.

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