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Il progetto di ricostruzione di Malga Brenta Alta

La ricostruzione di Malga (o Baita) Brenta Alta rientra tra i progetti di valorizzazione ambientale che la Comunità delle Regole di Spinale e Manez ha intrapreso negli ultimi anni.
Il progetto è stato affidato allo studio dell’architetto Roberto Paoli, di Rovereto che lo ha completato nel novembre 1999. I lavori di ricostruzione sono terminati nella primavera del 2003 e la Baita “ricostruita” è stata inaugurata il 23 agosto 2003, una gioiosa giornata di festa per tutti i regolieri.
Baita Brenta Alta, prima della ricostruzione, era un piccolo manufatto diroccato, situato all’interno dei confini del Parco Naturale Adamello Brenta nel territorio del Comune Catastale Ragoli 2°. La zona è quella del pianoro della Brenta Alta (quota 1.666 m s.l.m.), uno dei luoghi più suggestivi del gruppo di Brenta e forse dell’intero arco Alpino
E forse fu proprio l’incomparabile bellezza del posto, ad attirare i primi pastori, nonostante la migrazione del bestiame fin qua su fosse estremamente difficoltosa e non priva di pericoli.
Erano ancora visibili le tracce di tre costruzioni, chiaramente rappresentate anche nella carta topografica dei primi del novecento allegata al libro del dott. Max Kuntze.
Un primo edificio era posto nella parte alta del pascolo e con ogni probabilità si trattava di un edificio di modeste dimensioni utilizzato come ricovero di animali di piccole dimensioni; di esso rimanevano le tracce del muro in pietrame a secco che doveva costituire la base del manufatto.
Più a valle c’erano i resti di quello che doveva essere l’edificio principale dell’insediamento, una casina in legno di modeste dimensioni (ml 5,40 x 5.40 circa), che probabilmente nel corso del tempo ha subito numerose modifiche adattandosi di volta in volta alle mutevoli esigenze legate all’allevamento del bestiame.
Nei pressi della casina, nell’alveo di un ruscello che delimita ad est il pascolo, erano ancora ben visibili le strutture in legno del basamento di quello che doveva essere il “Bait dal Lat un modesto cascinello dove venivano conservati il latte ed i suoi derivati in attesa di essere trasportati a valle.
L’intera area della Brenta Alta rientra nel territorio del Parco Naturale Adamello-Brenta ed è soggetta al cosiddetto Piano Parco che fornisce indicazioni urbanistiche solo per la classe di manufatti in cui rientra il manufatto principale di Baita Brenta Alta.
Nel rispetto del quadro normativo in vigore è stato quindi possibile proporre la ricostruzione della sola casina. Data l’importanza culturale del manufatto l’architetto ha progettato una fedele ricostruzione dell’edificio, riproponendo sia i suoi aspetti morfologici e figurativi che tecnologici-costruttivi, recuperando tecniche tradizionali di lavorazione del legname oggi per lo più abbandonate.