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REGOLE DI SPINALE E MANEZ:
un altro modo di possedere

"Questi usi non sono abusi, non sono privilegi, non sono usurpazioni; è un altro modo di possedere, un'altra legislazione, un altro ordine sociale che inosservato discese da remotissimi secoli fino a noi... Sono i discendenti di un intero popolo... che pasceva i suoi bestiami in tutta l’ampiezza dei suoi confini..."
(Carlo Cattaneo)
Da secoli la vita delle genti che hanno abitato e abitano i paesi di Ragoli, Montagne e Preore si intreccia con i boschi e i pascoli del monte Spinale e della Val Manez: due proprietà tuttora indivise e godute collettivamente dagli uomini che partecipano alla Regola dei due monti.
Un rapporto inscindibile tra una popolazione e il suo territorio, una partecipazione condivisa alla gestione del patrimonio comune, un uso necessariamente equilibrato e regolato delle risorse naturali, essenziali per la vita della comunità.
I boschi sono oggi più preziosi di ieri, le malghe e i pascoli continuano a vivere in mezzo ai segni di un'altra economia... rimangono a testimoniare un legame profondo con la montagna, un utilizzo intelligente delle risorse che garantisce il loro rinnovarsi.
E continuano a vivere le Regole di Spinale e Manez, il senso di appartenenza di una comunità al suo territorio, trasmesso ed ereditato da coloro che lo hanno difeso: dalle ingerenze dell’autorità, dalle incomprensioni della storia, dagli errori dell’uomo...

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