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1249: la storia inizia

“In Christi nomine Amen. Anno Domini millesimo ducentesimo XLVIIII indictione VII, die X exeunte Augusto. In Campejo apud Hospitalium Sanctae Mariae de Campejo in presentia… omnes isti homines potestates et Rectores Montis Spinalis obbligaverunt pro se personaliter et principaliter et pro omnium quorum vicinorum qui habent partem in praedicto Monte Spinali, nec (rectius: nomine) locationis et conductionis in perpetuum investierunt D. Lombardum confratrem vel conversum Hospitalium Sanctae Mariae de Campejo, pro se et praedicto Hospitalio nominatim de una presa boschiva cum arboribus et prativa et cum magna selva… ab affictum exinde solvendum annuatim in Festo Sancti Michaelis ad Caritatem Sancti Faustini de Praeorio, et conducendum ad dictam Caritatem suarum expensarum unum pensum casei boni et pulchri, sicci de monte…”
“Nel nome di Cristo Amen. Anno del Signore 1249, 22 agosto. A Campiglio presso l’Ospizio di Santa Maria, in presenza di… tutti questi uomini, potestà e rettori del Monte Spinale, a nome loro e di tutti i vicini che hanno parte nel predetto monte affittano in perpetuo al priore Lombardo e per lui al predetto Ospizio di Santa Maria di Campiglio, un pezzo di bosco con alberi e prato e una grande selva… che l’affitto sia pagato annualmente il giorno di s. Michele alla carità di S. Faustino di Preore e sia condotto alla detta Carità sotto forma di un peso di formaggio buono e bello, secco e da monte…”
Il più vecchio documento finora conosciuto della storia delle Regole di Spinale e Manez è una copia in bollo da 6 Kreuzer del contratto di affitto in perpetuo al priore Lombardo dell’Ospizio di S. Maria di Campiglio, di un pezzo di terra con alberi e prato e con una grande selva, dietro compenso di un peso di formaggio buono, bello, secco e da monte, da consegnarsi annualmente il giorno di S. Michele (29 settembre) alla carità di S. Faustino a Preore.
E’ il 22 agosto 1249, alla firma dell’accordo presso l’Ospizio di Madonna di Campiglio vi sono alcuni podestà e rettori del Monte Spinale, a nome loro e di tutti gli aventi diritto nel detto monte. Il pezzo di terra dato in affitto corrisponde probabilmente all’attuale Mondifrà (se si accetta l’etimologia “monte dei frati”). Un mese dopo, il 28 settembre, nel cimitero di S. Faustino di Preore, un’ottantina di parziari (anche a nome degli assenti), conferma l’affitto perpetuo.
Questo primo documento che testimonia l’esistenza della Regola di Spinale ci è utile per evidenziare alcune fondamentali caratteristiche della Comunità. I podestà e i rettori presenti alla stipula del contratto rappresentano tutti i vicini che hanno parte al Monte Spinale: ciò significa che ci sono anche persone che non hanno parte a tale monte e pertanto la figura del podestà e del rettore si riferisce unicamente al Monte Spinale e non alle ville intere o alle vicinie. L’assemblea che deve ratificare il contratto di affitto è la pubblica regola.
Quella del Monte Spinale è quindi una proprietà privata indivisa solo di alcune famiglie e non di un’intera villa, anche se non si conoscono ancora i motivi di tale distinzione. I gruppi di famiglie che entrano a far parte di tale condominio non corrispondono più alle antiche ville. Da qui la distinzione tra parziari, ovvero gli aventi diritti alla proprietà, e non parziari, ovvero gli esclusi dalla proprietà.
Se il documento del 1249 ci dà prova dell’esistenza di questa comunità rurale (o comunanza agraria) prima di tale data, non è dato di sapere come il gruppo di famiglie parziarie, collegate comunque alla comunanza ecclesiastica della loro chiesa, abbia ottenuto il condominio del Monte Spinale, una vastissima area di montagna situata peraltro 20 chilometri più a nord dei luoghi di residenza, davvero molto lontano per quei tempi… Esistono anche in questo caso delle ipotesi: la donazione di un sovrano ad alcune famiglie della Conca di Preore quale compenso a prestazioni di guerra; una cessione munifica per compenso di aiuto bellico da parte di un castellano di Castel Spine; la cessione del monte ad una collettività di famiglie di Preore da parte del Comune di Mezzana, in Val di Sole, proprietario della terra, quale compenso per lo scavo, la lavorazione e il trasporto di un altare di marmo della famosa cava dei Ragoli.

Documento del 1249
Il documento del 1249

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