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2006: Gottfried Hofer a Madonna di Campiglio

Arte e turismo nelle Dolimiti tra Otto e Novecento

21 luglio-20 agosto 2006

Capanna Hofer allo Spinale, Nuovo Centro Congressi, Salone Hofer Hotel Des Alpes

Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio e la Val Rendena ricordano Gottfried Hofer e rendono omaggio al pittore che al cospetto delle Dolimiti di Brenta ha realizzato alcune tra le sue più belle opere, e che ha contribuito allo sviluppo del turismo e all’odierna notorietà internazionale della valle, della sua natura e dei suoi monti.
Un lavoro di studio ripercorre la sua avventura artistica e umana: una ricerca storica e affettiva nata dall’intento d’inserire nel grande libro della storia locale un capitolo che mancava, e che procedendo via via l’approfondimento sui fatti e sulle vicende s’è ritrovata ad andare inaspettatamente lontano.
Gottfried Hofer fu un artista dalle capacità tecniche di prim’ordine, e anche un vero appassionato di montagna che a Madonna di Campiglio e in Val Rendena per anni ha scelto di trascorrere l’estate e di vivere, assieme alla famiglia e a tanti nuovi amici provenienti da mezzo mondo.
La mostra è stata ideata e curata da Giovanna Recusani, restauratrice e appassionata d’arte, Campigliana d’adozione. Trasferitasi a Madonna di Campiglio dopo il matrimonio, Giovanna ha scoperto il magnifico salone Hofer dell’Hotel Des Alpes, affrescato dal pittore Hofer. Da quel momento è iniziato il percorso di ricerca che l’ha porta a realizzare l’esposizione, un prezioso contributo alla storia di Campiglio, un doveroso omaggio ad un personaggio che ha lasciato un segno importante nella località.
Il materiale esposto è stato raccolto soprattutto a Bolzano, città natale di Hofer, e in Svizzera, nella valle di Fex in Engadina, dove hanno vissuto la figlia e la nipote di Hofer e dove c’era ancora la vecchia casa, piena di quadri, disegni, fotografie e altri documenti del pittore.
L’incontro con la signora Aline, nipote di Hofer, che vive a Città del Messico ma trascorre le vacanze estive nella casa di famiglia in Svizzera, è stato fondamentale per proseguire la ricerca ed arrivare a realizzare la mostra. Aline e la sua famiglia hanno spalancato le porte di casa a Giovanna, le hanno offerto ospitalità e sostegno; la stessa Giovanna racconta “Mi hanno dato tutto. E’ stata un’esperienza commovente, che non dimenticherò mai”. E commovente è stato anche l’intervento di Aline all’inaugurazione della mostra, il 21 luglio 2006, presso la Capanna Hofer allo Spinale.
Inaugurazione
Un momento dell’inagurazione della mostra presso la Capanna Hofer allo Spinale
La mostra si caratterizza per l’articolazione su tre sedi: il Centro Congressi di Madonna di Campiglio; il salone Hofer dell’Hotel Des Alpes, completamente affrescato dal pittore; la Capanna Hofersul Monte Spinale che ospita le opere sui fiori e sulla natura di montagna. La Comunità delle Regole ha infatti sostenuto l’iniziativa mettendo a disposizione la Capanna Hofer per l’allestimento, e non poteva essere altrimenti dato che fu proprio Gottfried Hofer a costruire il suo atelier sul Monte Spinale, poi diventato rifugetto di montagna sapientemente recuperato dalle Regole a distanza di un secolo.
La stessa capanna, il Monte Spinale e le Dolomiti di Brenta che incorniciano questo luogo unico, oltre che fedeli compagni di numerose ore di tavolozza, sono stati spesso i soggetti di quadri e cartoline che ora si possono finalmente ammirare.

Gottfried Hofer

Nasce a Bolzano il 27 marzo 1858, la madre è levatrice e il padre pasticcere. Lavora nella pasticceria di famiglia fino all’età di 18 anni quando parte alla volta di Monaco per frequentare l’Accademia delle Belle Arti. E’ il 1876, il suo maestro di pittura è Ludwig von Löfftz che lo segue fino al 1883, con lui viaggia per la prima volta in Italia alla scoperta delle bellezze artistiche locali.
Gottfried Hofer
Ritratto di Gottfried Hofer
Hofer viaggia molto tra Parigi, Venezia, Brema e altre città europee affermandosi come ritrattista, soprattutto nell’ultimo decennio dell’Ottocento. E’ proprio l’abilità ritrattistica, riconosciuta ed apprezzata, a garantire ad Hofer una vita agiata e committenze di grande prestigio: ambasciatori, consiglieri privati, principi e principesse.
E’ proprio un ritratto, quello eseguito nel 1891 all’Arciduca Albrecht, ispettore generale dell’esercito imperiale, la prima testimonianza dei soggiorni estivi dell’artista a Madonna di Campiglio.
Dunque Hofer è a Campiglio già dal 1891: in questi anni la località è meta esclusiva di una clientela austriaca e mitteleuropea, la stessa coppia imperiale è raffigurata da Hofer in due medaglioni all’interno della sala da pranzo del Grand Hotel Des Alpes. Nel 1896 Franz Joseph Österreicher, proprietario dello stesso Hotel commissiona all’Hofer i decori delle pareti della sala da pranzo, che diventerà il celebre Salone Hofer.
Il ciclo di decori viene eseguito tra il 1897 e il 1898 utilizzando modelli che posano per alcune figure mitologiche e realizzando così dipinti che riprendono le allegorie del mondo classico.
Sulla parete nord del salone, nel 1897 Hofer realizza “La Madonna di Campiglio tra i rododendri”, che attende ancora oggi di essere riportata alla luce e restaurata, dopo essere stata coperta da una struttura in legno.
Durante i soggiorni estivi a Madonna di Campiglio il pittore abita con la famiglia in una casa tutta di legno di proprietà degli Österreicher, distrutta negli anni Settanta per costruire un condominio.
Sul Monte Spinale costruisce il suo atelier di pittura ed assume come porta pennelli e colori Melizio Castellani, di Ragoli, che faceva il pastore alla malga Fevri.
Nel 1905 il pittore ritrae in una piccola tela la costruzione del rifugio Tuckett; il rifugio ispirerà al pittore altri quadri che diventeranno in seguito soggetti per delle cartoline. Hofer si diletta in tele di piccolo formato, che esegue in quota, quasi degli schizzi in cui raffigura scorci tra le montagne. Ma realizza anche opere di maggiore formato tra cui due magnifici olii “Veduta dal sentiero Freddolin”, del 1904, e “Cima Tosa da est”, forse dello stesso anno. Sempre nel 1904 Hofer illustra la guida di Campiglio di Eduard Pfeiffer: “Füher für Madonna di Campiglio”.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Hofer è costretto a lasciare Campiglio, per alcuni anni dopo la guerra continua l’attività di ritrattista in Germania e poi in Polonia.
La fotografia è una costante di tutta la sua opera e conferisce un’evidente impronta in tutti i lavori pittorici anche in quelli più tardi. A quasi settant’anni Hofer scopre anche la scultura, e nel 1929 realizza vari soggetti ispirati alle discipline olimpiche.
Nel 1928 la figlia Elvira acquista una casa a Fex, in Engadina, dove Hofer trascorre le sue estati fino all’improvvisa morte nel 1932 a Berlino, all’età di settantacinque anni.