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Madonna di Campiglio a fine '800: approfondimento storia Hofer

La storia della Capanna Hofer, oltre ad appartenere al patrimonio culturale della Comunità delle Regole, si è intrecciata con quella dello sviluppo turistico di Madonna di Campiglio diventandone un importantissimo simbolo tuttora molto significativo.
Il turismo a Campiglio nacque negli ultimi decenni dell’Ottocento grazie all’intraprendente imprenditore Giovanbattista Righi prima e all’albergatore Franz Joseph Osterreicher dopo.
Il Righi, figlio di un contadino della val Rendena, nel 1868 acquistò dal Capitolo di Trento il vecchio ospizio di Santa Maria di Campiglio con l’intenzione di realizzare al suo posto uno stabilimento alpino, ovvero un albergo in grado di ospitare una clientela internazionale di alto livello come quella che già frequentava i siti termali di Arco e Riva, sul Lago di Garda. Righi voleva trasformare l’ambiente naturale ancora immacolato in un vero e proprio Höhenluftcurort (stazione termale d’alta quota). L’idea funzionò oltre le aspettative anche dopo l’incendio del 1877 che distrusse la struttura originaria.
Dal 1886, in seguito alla morte del Righi, la proprietà dell’albergo passò a Franz Joseph Osterreicher, già prestigioso proprietario alberghiero austriaco, ritenuto figlio naturale dell’imperatore Francesco Giuseppe (ricordiamo che in questi anni e fino alla prima guerra mondiale il Trentino faceva parte dell’Impero Austriaco). Lo stabilimento venne ribattezzato Grand Hotel Des Alpes e visse un nuovo periodo di gloria grazie ad attrattive sempre più forti: oltre alla qualità del vitto e del servizio, la possibilità di godere di un paesaggio alpino di rara bellezza, delle virtù terapeutiche del clima e della possibilità di fare benefiche escursioni all’aria aperta. Campiglio divenne presto il luogo prediletto dell’aristocrazia e della ricca borghesia austriaca che qui trovava ogni possibile comodità per i divertimenti e le passeggiate.
Il pittore Gottfried Hofer
Il pittore Gottfried Hofer
Parte del merito fu anche alla Vorderungs-Verein di Campiglio, ovvero la Società di Abbellimento di Campiglio, presieduta da Eduard Pfeiffer di Stoccarda. Durante il periodo austriaco la società compì numerose opere di valorizzazione della località turistica e dell’ambiente circostante, attraverso la sistemazione di sentieri e la costruzione di due rifugi, il Tillyhütte e l’Hofer Hütte, entrambi sul monte Spinale, per consentire ai turisti di fruire il più possibile delle bellezze naturali.
Il monte Spinale era senza dubbio una delle mete preferite dei visitatori che giungevano a Campiglio; ne troviamo notizia anche nel prezioso libro del Dr. Max Kuntze “Madonna di Campiglio und seine Umgebung”: “la meta preferita di escursioni nel circondario di Campiglio, con i suoi pascoli, avvallamenti e molti cocuzzoli, è l’altopiano del Monte Spinale, un antiterrazzo della catena del Brenta… vengono offerte tutta la meraviglia del mondo alpino e una stupenda vista all’intorno su quasi tutta l’alta montagna del Sudtirolo occidentale. La vegetazione del bosco e della boscaglia è terminata, il verde tappeto dei pascoli, trapunto da una stupenda flora alpina, si dispiega lontano; fresca spira a brezza alpestre. I giganti dolomitici ricoperti di neve eterne sono così vicini da toccarli… In caso di improvviso maltempo al visitatore del Monte Spinale offrono riparo due rifugi costruiti dal Förderungsverein – sotto, sull’altopiano, presso Malga Fevri la Tillyhütte, sopra, sulla Cima Nord-Ovest, la Hoferhütte, che nei mesi estivi è custodita… sempre e poi sempre si tornerà volentieri a queste altezze!”