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Capanna Hofer allo Spinale: la storia

La Capanna Hofer allo Spinale è un edificio storico di particolare rilevanza storica; a distanza di un secolo dalla sua costruzione la Comunità delle Regole ne ha deciso la ristrutturazione per ridargli nuova vita e renderlo fruibile a tutti, dopo che il tempo e le condizioni ambientali l’avevano profondamente segnato.
Il manufatto si trova in cima al monte Spinale, presso l’arrivo della telecabina dello Spinale e il ristorante Dosson. La storia della Capanna Hofer, oltre ad appartenere al patrimonio culturale della Comunità delle Regole, si è intrecciata con quella dello sviluppo turistico di Madonna di Campiglio diventandone un importantissimo simbolo tuttora molto significativo.
“ERBAUT VOM GOTTRF. HOFER HÜTTE – FVC - 1910”
Capanna Hofer
La prima notizia certa della Capanna si ritrova in un verbale del 23 gennaio 1896 in cui compare la richiesta inviata alle Regole di Spinale e Manez da parte di Gottfried Hofer ed Eduard Pfeiffer per ottenere la concessione di costruire una capanna sul Monte Spinale.
Gottfried Hofer era un pittore tirolese che soggiornò a Madonna di Campiglio tra la fine ‘800 e la I^ Guerra Mondiale, lasciandovi importanti opere, tra cui soprattutto l’affresco del salone delle feste del Grand Hotel Des Alpes, il Salone Hofer appunto. Hofer amava passeggiare sul monte Spinale e pensò di costruirvi un atelier per potervi rimanere a dipingere in piena tranquillità il magnifico paesaggio circostante delle Dolomiti di Brenta. La Capanna nacque quindi come atelier del pittore e rifugio d’emergenza dei turisti in caso di maltempo e fu chiamata inizialmente Hofer Hütte (Capanna Hofer).

La Capanna fu costruita tra il 1896 e il 1910 sul sedime di una torre geografica d’osservazione costruita dall’ingegner G. Weber di Berlino, torre che serviva per studiare i venti, osservare le montagne e soprattutto fissare i confini.
Durante il soggiorno campigliano, Hofer conobbe Melizio Castellani di Ragoli, che lavorava presso la malga Fevri e che divenne aiutante del pittore in qualità di porta pennelli e colori per uno stipendio giornaliero pari a quello annuo come pastore. Il rapporto di lavoro divenne presto una vera e propria amicizia che durò anche dopo che Hofer dovette lasciare Campiglio in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale.

Melizio Castellani divenne allora il primo gestore della Capanna Spinale insieme alla moglie Maria e alle figlie Piera, Elsa e Lina. Inizialmente la Capanna era aperta solo nel periodo estivo; dagli anni Trenta, con lo sviluppo del turismo invernale di Madonna di Campiglio venne aperta anche durante l’inverno.
Nei primi anni il rifugio non disponeva di acqua, il monte Spinale infatti non aveva sorgenti e il posto più vicino per trovarla erano gli Orti della Regina (sul Brenta). Nel 1909 le Regole costruirono un acquedotto per portare l’acqua alle malghe Fevri e Boch; lo stesso Hofer chiese ed ottenne il consenso a collegarsi all’acquedotto, anche se solo durante la notte perché di giorno veniva data la precedenza alle esigenze delle mucche e dei malgari del monte Spinale.

All’interno della capanna, sopra la porta di accesso alla sala da pranzo è dipinta la scritta ERBAUT VOM GOTTFR. HUTTE (rifugio costruito da Gottfried Hofer), la sigla FVC (Forderungs-Verein Campiglio) e la data 1910, che si riferisce all’anno in cui venne celebrata l’inaugurazione ufficiale del rifugio, in un momento di massimo splendore per la Campiglio degli Osterreicher.

Foto storiche

Descrizione della Capanna Hofer

In origine la parte chiusa del rifugio era rappresentata dalla sala da pranzo e dalla cucina-dispensa, gli altri ambienti erano una veranda che rimaneva aperta durante l’estate, mentre i serramenti venivano montati solo d’inverno. Successivamente essi sono diventati elementi fissi e quella che era la porta d’ingresso è diventata la porta di accesso alla sala da pranzo.
Il nucleo principale della capanna era dunque la sala da pranzo sotto la quale Melizio Castellani aveva realizzato un buco che usava come dispensa o come riparo in caso di forte vento. Nella sala da pranzo si trovava un fornellino a legna mentre la cucina era divisa tra un piccolo angolo adibito a dispensa e la cucina vera e propria con una stufa a legna. Nella dispensa vi era una scaletta che conduceva al sottotetto dove dormiva Melizio con la famiglia.

La capanna originale è raffigurata nelle cartoline e nei quadri dipinti da Hofer raccolti in un’interessante mostra realizzata a Madonna di Campiglio nell’estate 2006.

La “nuova” Capanna Hofer allo Spinale è stata inaugurata sabato 3 agosto 2002 con la presentazione della mostra permanente “Un altro modo di possedere”, curata da Michela Simoni e dedicata a tutti gli uomini che nel corso dei secoli hanno fatto la storia delle Regole di Spinale e Manez.

Galleria foto storiche

Foto storiche

Foto storiche

Foto storiche

Foto storiche

Foto storiche

Galleria foto: l'inaugurazione della capanna Hofer

Inaugurazione capanna Hofer

Inaugurazione capanna Hofer

inaugurazione

Inaugurazione

Inaugurazione

Inaugurazione

Inaugurazione

Inaugurazione