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La Regola di Spinale

“Altopiano di circa 2000 m, cocuzzolo sud occidentale: 1975 m, cocuzzolo nord occidentale (rifugio): 2163 m, cocuzzolo più alto ad oriente: 2259 m
La meta preferita di escursioni nel circondario di Campiglio, con i suoi pascoli, avvallamenti e molti cocuzzoli, è l’altopiano del Monte Spinale, un antiterrazzo della catena del Brenta (che si estende da nord a sud) di circa 8 kmq che precipita in ripidi pendii da tre parti. A chi la visita provenendo da luoghi alquanto prossimi, già dopo una poco impegnativa salita di circa mezz’ora, vengono offerte tutta la meraviglia del mondo alpino e una stupenda vista all’intorno su quasi tutta l’alta montagna del Sudtirolo occidentale…
… La vegetazione del bosco e della boscaglia è terminata, il verde tappeto dei pascoli, trapunto da una stupenda flora alpina, si dispiega lontano; fresca spira a brezza alpestre. I giganti dolomitici ricoperti di neve eterne sono così vicini da toccarli… La più bella e imponente parte dell’altopiano dello Spinale vorrei cercarla nella parte nord-ovest dello stesso, dietro il lago Spinale.”
(Max Kuntze)
Il territorio della Regola di Spinale è posto all’estremità nord-orientale della Val Rendena e rientra interamente nel Comune Catastale di Ragoli II^ parte; è quindi staccato e lontano dai comuni di Ragoli, Preore e Montagne, dove risiedono i parziari della regola.
La regola di Spinale è costituita quasi interamente dal Monte Spinale che domina Madonna di Campiglio e si spinge fino ai piedi del Gruppo di Brenta, dalle stesse cime del Brenta e di nuovo in basso dalle bellissime Vallesinella e Val Brenta, per un totale di oltre 40 km quadrati di monti e valli.

Panorama dal Monte Spinale

I confini sono quasi tutti naturali ad eccezione di quelli con il comune di Stenico, a sud-est, segnati artificialmente con delle croci nella roccia: ad est le vette più alte e belle del Brenta dividono il territorio della regola da quelli dei comuni della valletta di Molveno; ad ovest il confine con il comune di Pinzolo è segnato dalla linea di fondo valle del torrente Agola e del Sarca di Campiglio; a nord è invece lo spartiacque Noce-Sarca di Campiglio a delimitare il confine con i comuni di Monclassico e Almazzago in Val di Sole.
I terreni risalgono all’età mesozoica e sono costituiti da dolomia e calcari, notevoli sono anche i fenomeni carsici rintracciabili nel lago di Spinale e in un rivo proveniente dai pascoli di Vallesinella di Sopra e che formano le meravigliose cascate di Vallesinella Alta, un fenomeno naturale che è diventato un’importante attrattiva turistica.
Il territorio è composto da suolo improduttivo, bosco ad alto fusto e pascolo: la parte orientale di Spinale è quella improduttiva in quanto formata da morene, rocce e cime di dolomia; la parte centrale è invece costituita da una vasta estensione ondulata che forma un altopiano sfruttato come pascolo per i bovini durante l’alpeggio estivo.
Sono infatti concentrate sul monte Spinale le malghe di proprietà delle Regole, Montagnoli, Boch e Fevri, e i ristoranti Dosson e Montagnoli.
Ai piedi dello Spinale occidentale c’è la zona del “Palù”, riservata ad abitazioni civili, esercizi commerciali e turistici, diventata parte integrante del centro di Madonna di Campiglio. Ricordiamo che un tempo era solo un pascolo con una malga e una vecchia sega veneziana (rassica), successivamente vi sorse la locanda al Palù ed oggi ospita ville, alberghi, edifici residenziali e diverse attività economiche.
Lo sviluppo turistico ha però coinvolto anche la parte più alta del territorio, considerata inizialmente improduttiva ma che ha trovato invece un moderno utilizzo attraverso la cessione del terreno per la costruzioni di impianti di risalita e di piste di sci: si tratta dell’area sciistica del Grostè e dello Spinale, ma gli impianti vengono utilizzati anche in estate per facilitare ai turisti l’accesso alla montagna.
Dossi dello Spinale con il Monte Spinale sullo sfondo
Regola dello Spinale

Regola di Spinale (Comune catastale di Ragoli II°) - 3960 ettari (39,6 kmq)