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Percorso Achenio

Sviluppo turistico sostenibile della Val Brenta


Simbolo Achenio
“… la chiave di volta, lo snodo di tutto il Brenta, fra uomo e natura. E’ un diaframma essenziale di tempo e storia, anche per il turista che stacca dalle valli urbanizzate per entrare in montagna. E’ il segno forte della dimensione che le Regole hanno saputo salvare e nello stesso tempo valorizzato…”
(Franco de Battaglia)
Gli obiettivi principali sono i seguenti:
- rendere maggiormente leggibile il territorio della Val Brenta sia dal punto di vista ambientale che antropico, aiutando soprattutto a comprendere il paesaggio come risultato di successive accumulazioni di ripetuti incontri (… e scontri) tra elementi naturali e opera dell’uomo
- permettere lo svolgimento di attività culturali, di permanenza e di svago compatibili con l’ambiente, possibilmente non concentrate in limitati periodi, ma distribuite nell’intero arco dell’anno.
- Mantenere ed incentivare l’attività forestale secondo i moderni criteri della silvicoltura naturalistica e nel contempo recuperare la tradizionale attività pastorale
In due parole: uomo e natura

Uomo: un nomadismo pastorale

La Val Brenta conserva diversi edifici che ne costituiscono il caratteristico sistema insediativo di tipo sparso legato al nomadismo pastorale di stagione: malghe e altre costruzioni che hanno permesso fino a qualche decennio fa la pratica di questa particolare attività comune a tutte le popolazioni dell’arco alpino, che fu fondamentale per la loro stessa sopravvivenza e per un razionale ed equilibrato sfruttamento delle nostre montagne.
Prà della Casa (ex Vivaio Brenta): una porta per le Regole e per il Parco
Malga Brenta Alta: il recupero di un luogo e di un modo di costruire
Malga Brenta Bassa: il recupero dell’antico pascolo
Prà de Mez: l'edificio situato in località Pra’ de Mez si trovava al limite inferiore del vasto pascolo della malga Frate, inserito in un bosco di conifere. La sua funzione di supporto dell'attività silvo-pastorale si è trasformata negli anni, mantenendo comunque l'uso a dimora con possibilità residenziali in appoggio all’ex Vivaio Brenta.
Prà del Cason: “Si gode di una bellissima doppia visuale sulla catena del Brentae sul massiccio dell’ Adamello e della Presanella, poco prima di raggiungere le malghe, dal Kaiserin Friedrich Platz. Ad est, sul terrazzo roccioso della Brenta Alta, stanno attorno alla sella della Bocca di Brenta le torri e le cime dolomitiche con le loro vette scintillanti …il Crozon si erge come una torre a lato del duomo della Cima Tosa ricoperto di nevi eterne; ad ovest l’ampio campo di ghiaccio del ghiacciaio del Làres con il suo superbo Carè Alto…”
(Max Kuntze)

Natura: la forra… le cascate

“… Il turista che penetra in questa catena fantastica si trova da principio valli anguste, bagnate da chiari torrenti che ora scorrono calmi su prati dalle soffici zolle, ora danzano attraverso i faggeti, ora si gettano in profondi burroni in miniatura tappezzati di muschio e orlati di frassini dalle bacche lucenti. Colpito da quanto si presenta al suo sguardo egli dimentica lo scopo del suo viaggio; ma tosto, fra le cime degli alberi, un incredibile fiamma gialla, immobile per l’eternità fra il verde e l’azzurro, richiama alla mente la presenza delle Dolomiti e lo sprona ad una nuova conquista. Egli sale un ripido sentiero e i pinnacoli si allineano e diventano parte di un vasto anfiteatro di roccia…”
(Douglas W. Fresheshfield)
Cascate

Natura: le foreste

“… Se la Val Brenta, Vallesinella e Valagola partecipano dell’ambiente e della storia pastorale che caratterizzano tutto il gruppo, esse si distinguono soprattutto per la loro precisa dimensione silvestre, per le loro foreste…”
(Franco De Battaglia)
Foreste