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La Val Brenta

“… Lasciata la carrozzabile per Campiglio, seguimmo un sentiero che passava tra gruppi isolati di case e fertili prati e giunto in prossimità di alcune segherie, passava sulla riva sinistra del torrente. Qui abbandonammo la valle principale ed imboccammo la Val Brenta, una breve valletta rivestita di boschi di faggi e di pini. Il sentiero ci condusse attraverso radure, foreste e banchi erbosi, coperti a profusione dei frutti selvatici delle Alpi. I mirtilli coprivano il suolo; fragole che si addicono alla mensa di Titania penzolavano tentatrici lungo i pendii. Mentre indugiavamo, la bruma del mattino si scioglieva e uno stuolo di pinnacoli ci squadrava dall’alto, sopraffatti essi stessi da una torre gigantesca che appariva sopra di loro. Stavamo entrando in uno scenario strano e nello stesso tempo eccitante. Le forme consuete del paesaggio alpino erano mutate; come per un subitaneo incantesimo ci trovammo tra boschi più ricchi, torrenti più puri e picchi più fantastici. Le rocce che oltrepassavano il cielo davano l’impressione della solidità ; ma come il calcare poteva assumere il colore e le forme slanciate della fiamma?…
(Douglas W. Fresheshfield)
Val Brenta
Val Brenta

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