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Proprietà e Pubblica Regola

La Comunità (o Regola) era retta dall’assemblea dei capifamiglia, la pubblica regola, che si teneva presso il Campanile di Vigo ogni volta che si riteneva necessario. L’assemblea eleggeva ogni anno gli incaricati per il governo della Comunità, chiamati con nomi diversi nel tempo: i consoli, i giurati, i rettori, i regolani. Il sindaco faceva da tramite nei rapporti tra la Comunità e il Principato, ma sindaco era chiamata anche la persona incaricata di rappresentare la Comunità in qualsiasi negozio. C’era poi il saltaro, una sorta di odierno “guardaboschi”, era incaricato infatti di sorvegliare i boschi e i pascoli della Regola, di controllare chi vi lavorava, chi vi transitava con mezzi e animali; avvertiva “fogo per fogo” (famiglia per famiglia) della convocazione della pubblica regola.
Il patrimonio indiviso di boschi e pascoli era compreso tra i confini della comunità e non includeva ancora il Monte Manez; comproprietari erano gli abitanti originari o chi ne aveva ottenuto il diritto dalla pubblica regola: da qui nacque la distinzione tra vicini e forestieri, ovvero tra parziarie non parziari, cioè tra aventi diritto e non. La stessa distinzione vale anche per le ville, non tutte erano proprietarie dell’uno e dell’altro monte, anche se non si conoscono i reali motivi delle esclusioni da l’una o dall’altra proprietà.
Ma fu proprio questa singolare situazione a richiedere un’amministrazione separata e autonoma dei possedimenti di Spinale e Manez: in questo caso la Pubblica Regola non coincideva né con quella della comunità né con quella di una singola vicinia parziaria. La conseguenza logica fu quella di formare delle pubbliche regole solo per Spinale e Manez, con amministratori, rappresentanti ed organismi propri.
I proventi dei due monti, per quanto fossero esigui sia quelli in natura che quelli in denaro, venivano assegnati agli aventi diritto sulla base di appositi elenchi redatti e controllati periodicamente. Il presupposto fondamentale per essere iscritti negli elenchi degli assegnatari era quello di fare “fuoco proprio”, cioè di avere una famiglia separata con economia alimentare separata.