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1583: lo statuto più importante

“Nel nome di Cristo Amen. 8 maggio 1583. A Vigo di Preore, Pieve di Tione, diocesi di Trento. Nel luogo dal concei al campanil. Convocata la pubblica regola di Spinale nel luogo solito, gli uomini di… quindi satuirono ed ordinarono…
che sul monte di Spinale debbano esserci tre malghe… che la manutenzione delle casine con i relativi calderoni tocchi ai rispettivi proprietari delle bestie…
che le bestie delle tre malghe debbano salire e scendere da Spinale in uno stesso giorno fissato dalla comunità…
che ogni famiglia parziaria che non sia proprietaria di bestie, possa affittare due vacche oppure 8 capre e condurle in malga (senza pagare l’erbatico)…”
E’ ritenuto lo statuto più importante della Regola di Spinale La premessa storica alla sua stesura fu il tentativo da parte di alcuni parziari di usurpare a loro privato vantaggio la proprietà di alcune zone del monte Spinale. Già nel 1581 si era tentato di impedire tale usurpazione con una transazione che però non soddisfò tutti così l’assemblea plenaria affidò la stesura del nuovo statuto ad un gruppo di lavoro composto da parziari rappresentanti di tutte le ville proprietarie.
Oltre a confermare le norme stabilite dallo statuto del 1410, gli articoli principali riguardano la regolamentazione delle malghe e dell’attività di alpeggio. Negli anni precedenti l’uso delle malghe esistenti e i criteri per avere diritto all’alpeggio avevano scatenato liti tra le diverse ville proprietarie. Una prima transazione aveva risolto solo parzialmente la situazione, per cui si rese necessaria una seconda transazione che fu assorbita dallo statuto.
Venne quindi stabilito che “sul Monte Spinale debbano esserci tre malghe: quella di Spinale per Favrio e Pez, quella delle Montagne ai Pezoi per Cort, Larzana, Binio e Coltura e la malga di Pozza dei Boch per Vigo, Bolzana e Cerana. Proibito il passaggio dall’una all’altra malga senza il permesso del console; obbligo di pareggiare le vacche il 3 maggio”.
Le malghe di cui si parla sono le attuali malga Fevri, malga Boch e malga Montagnoli.
Le famiglie parziarie che non avevano bestie da portare al pascolo e nemmeno beni sul monte Spinale avevano diritto ad un corrispettivo in denaro a copertura delle mancate entrate, il cosiddetto “cener”.
Si stabiliva inoltre che i non proprietari di bestie che affittavano due vacche da portare al pascolo erano esonerati dal pagamento dell’erbatico (ovvero l’affitto del pascolo); verrà pagato un importo ridotto solo con l’affitto di una eventuale terza mucca.

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