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1377: il primo statuto di Manez

“Nel nome di dio, Amen. Correndo l’anno dalla di lui natività 1377… il 24 del mese di maggio, nel territorio di Preore… nel luogo ove si chiama a Bafale, nella strada comune dove si fa e si conclama la Regola e il Consiglio del monte Manez
tutti questi uomini soprascritti, facendo per sé e a nome di tutti gli altri consorti assenti che hanno arte in detto Monte di Manez concordi e nessuno contraddicente… primieramente hano stabilito che qualunque persona tanto terera quanto foresta non ardisca non deba ne meno presuma in che tempo essere si sia ne a pascolare in detto Monte con Bestie Forastiere…”
Il secondo documento delle Regole giunto fino a noi è uno statuto per il funzionamento della Regola di Manez, compilato nell’anno 1377. Non si tratta in realtà della versione originale bensì di una copia appartenente al notaio Giacomo Delaido di Saone. Non si tratta neppure del primo statuto di Manez in assoluto, in quanto in esso vi sono citate precedenti disposizioni; si tratta bensì del primo statuto di Manez che noi conosciamo.
La riunione per la stesura delle norme si svolge a Bafal, un luogo a metà strada tra le ville di Cerana e Bolzana, dove sorge un capitello tuttora esistente (e il cui tetto fino ad alcuni anni fa attraversava tutta la sede stradale). Era il luogo riservato esclusivamente alle regole (assemblee) di Manez. Dal documento risultano presenti uomini di tutte le ville, tranne Cerana e Irone (forse non ancora scomparse ma gravemente provate dalla peste del 1348) e di Pez e Coltura, che non erano proprietarie di Manez.
Lo statuto è composto da una decina di articoli riguardanti alcuni doveri dei parziari e l’uso della montagna compresa nel territorio della regola di Manez (pascolo, taglio delle piante, ecc.). Sono inoltre previste una multa fortissima per chi provoca incendi sul monte e una normale per gli abitanti di Fisto, Ches, Bocenago e Canissaga (ovvero i paesi della Rendena confinanti con il territorio di Manez), che portano i loro greggi a pascolare a Manez.

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