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La legge austriaca sui Comuni del 17 marzo 1848: una nuova amministrazione per le Regole

La nuova legge riconosceva il vecchio ente morale delle Regole di Spinale e Manez che continuò a funzionare secondo le vecchie tradizioni; stabilì però un nuovo ordinamento amministrativo: alle rappresentanze comunali dei Comuni di Ragoli e Montagne venne attribuito il diritto di deliberare nell’ente delle Regole assorbendo tutte le funzioni relative all’ordinaria amministrazione. Le “Rappresentanze Comunali”, corrispondenti più o meno agli attuali consigli comunali, erano formati da una “Rappresentanza Minore o Ordinaria” e da una “Rappresentanza Maggiore”; era presieduta dal Sindaco di Ragoli ed in sua assenza dal Sindaco di Montagne.
L’assemblea della Rappresentanza veniva convocata due volte l’anno, una per la presentazione del resoconto e degli elenchi delle famiglie degli antichi parziari, l’altra per l’approvazione degli stessi resoconti ed elenchi e per fissare le quote degli scomparti. Ad ogni riunione veniva invitato il rappresentante dei parziari oriundi dai Ragoli e residenti a Preore, in virtù del riconoscimento a tale diritto ottenuto con la transazione del 1789. Questo procuratore non aveva però alcun diritto di voto, né di veto contro le delibere dell’assemblea; poteva solo fare osservazioni e rimostranze relativamente all’operato dell’assemblea, soprattutto in merito alla compilazione degli elenchi dei fuochi, questione che ha sempre provocato disaccordi tra i diversi parziari.

L’operato della Commissione costituente: le norme interne del 1876

Le tormentate vicende nella vita amministrativa delle Regole e soprattutto le numerose cause per le rivendicazioni di uno o dell’altro diritto manifestarono la necessità di scrivere delle nuove norme, soprattutto per quanto riguardava i criteri per l’iscrizione negli elenchi degli aventi diritto alle rendite dei due monti. Nel 1876 in tre successivi atti vennero stabiliti i seguenti requisiti:
a) la discendenza diretta legittima maschile da un’antica famiglia parziaria
b) la dimora per gran parte dell’anno entro il raggio del vecchio Municipio di Preore (ovvero i territori di Ragoli, Montagne e Preore), per un minimo di tre mesi l’anno, di cui un mese e mezzo consecutivo.
c) la tenuta di “fuoco fumante”. A questo proposito si precisò che “… si può far fuoco sullo stesso focolare anche da più consorti, quando la convivenza non sia indivisa”. Per quanto riguarda le donne venne confermata l’antica consuetudine di considerare come “mezzo fuoco” le famiglie composte da sole donne.
Non sono apparentemente dei principi nuovi, in realtà lo statuto del 1876 precisò o risolse alcune situazioni che negli ultimi anni avevano generato dubbi e causato conflitti. Il primo punto cancellava infatti la proposta avanzata da qualcuno di iscrivere negli elenchi dei parziari anche nuovi cittadini in base alle nuove leggi comunali sul diritto di incolato nei Comuni.
Per quanto riguarda il secondo punto, il requisito della dimora nell’antica comunità di Preore consentiva alle famiglie che avevano perso il diritto di iscrizione agli elenchi a causa delle emigrazioni fuori dal raggio della Comunità, di riacquistare il diritto tornando ad abitare nel paese natìo nel quale avevano mantenuto il domicilio.