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Il periodo napoleonico e l'impero austriaco

La Rivoluzione Francese e le vicende Napoleoniche cambiarono completamente l’assetto politico europeo e di conseguenza anche quello del Trentino: nel 1802 il Principato Vescovile di Trento venne annesso all’Impero Austriaco. Tutto il Trentino ritornò quindi all’Austria, che nel 1818 divenne la Confederazione Germanica. La fine della I^ Guerra Mondiale riportò il Trentino in territorio italiano, che conseguentemente visse insieme al resto d’Italia il Ventennio Fascista.
Le alterne vicende politiche ebbero ovviamente effetti anche sulla vita e l’organizzazione della Comunità delle Regole: dopo secoli di relativa pace ma soprattutto di autonomia garantita dal governo del Principato Vescovile di Trento, tutti i nuovi governi contrastarono qualsiasi forma di autonomia, anche quella delle Regole di Spinale e Manez in seguito all’abolizione delle libertà comunali.
Il Trentino si trovò improvvisamente in una situazione opposta a quella di poco prima: durante il periodo del Principato Vescovile il Comune “è inteso come un insieme di individui titolari personalmente e in solido di diritti e di doveri sia verso la proprietà collettiva che nelle competenze comunali”. Dopo il 1789 i nuovi governi ribaltarono completamente tale concezione: “il comune è inteso come ente a sé, titolare di diritti e doveri in posizione autonoma rispetto alle persone fisiche che lo compongono; le pubbliche regole vennero dichiarate “illecite combriccole di popolo”.

I nuovi Comuni

Nel 1806 nacquero le nuove municipalità, le nostre Vicinie furono sostituite dai Comuni moderni: le ville di Favrio, Vigo e Bolzana formarono il Comune di Ragoli; le ville di Pez e Coltura furono riunite nel Comune di Coltura, più tardi assorbito da quello di Ragoli; le ville di Cort, Larzana e Binio costituirono il Comune di Montagne.
La Comunità di Preore cessò definitivamente di esistere dopo il 1815, al suo posto fu istituito il Comune Generale di Preore di cui facevano parte i comuni di Ragoli, Montagne e Coltura.
Nel nuovo ordinamento le vicinie vennero quindi declassate a semplici frazioni del nuovo ente comunale e allo stesso tempo venne cancellata la distinzione tra vicini e non vicini, ovvero tra parziari e non parziari nel godimento delle proprietà indivise. Nel 1914 il governo austriaco abolì le “assemblee generali dei vicini”, sostituite dalle rappresentanze comunali.

Approfondimento

La nuova situazione politica scatenò una corsa al recupero per via giudiziaria dei diritti perduti da parte degli ex vicini e dei parziari delle Regole, attraverso infiniti processi che occuparono tutto il XIX secolo. E’ interessante a questo punto notare che generalmente gli altri comuni non si opposero alla riforma del loro ordinamento, in alcuni casi addirittura il nuovo assetto venne accolto con gioia, in quanto togliendo oltre ai diritti anche le responsabilità dei singoli verso l’ente, li sollevava da pesanti problemi economici. Negli ultimi secoli infatti la gestione pubblica aveva provocato un forte disavanzo comunitario e il debito veniva spartito tra tutti i comproprietari (mentre le rendite erano sempre più scarse!).
“Nella comunità di Preore invece, per merito delle entrate di Spinale e Manez, che proprio lungo il XIX secolo si fecero sempre più consistenti, la situazione era meno drammatica… il parziario non riceveva da tempo gli scomparti o ne riceveva solo una parte (in virtù delle ultime transazioni), non era però sottoposto ad ulteriori aggravi personali a causa del debito comunale e continuava a conservare il godimento dei due monti come in passato”.
Questa situazione fece riemergere la vitalità delle Regole di Spinale e Manez, a difesa dei propri interessi; fu proprio l’atteggiamento battagliero e non rinunciatario dei parziari di Preore a permettere la sopravvivenza delle Regole fino ad oggi, anche nella fase più dura del ventennio fascista quando la loro fine sembrava oramai certa.